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DUE EMENDAMENTI A DIFESA DEI DEBITORI. RENDERE CHIARA LA PROVENIENZA DEI SOLDI NELL’ACQUISTO DELLE ASTE ( 586 cpc)

DUE EMENDAMENTI A DIFESA DEI DEBITORI. RENDERE CHIARA LA PROVENIENZA DEI SOLDI NELL’ACQUISTO DELLE ASTE ( 586 cpc) APPLICARE LA LEGGE BRAMINI ANCHE AGLI SLOGGI IN CORSO (560 cpc)

Nel seno decreto mille proroghe,a cura dell’onorevole Pesco del Movimento Cinque Stelle e delle deputate Vittoria Baldino ed Anna Macina,sono stati presentati due fondamentali emendamenti, suggeriti dall’Acli e dall’associazione Favor Debitoris.
1-Il primo emendamento si riferisce alla necessità che le norme anti riciclaggio, oggi fondamentali per rendere trasparente la tracciabilita’ sulla provenienza del danaro, siano estese anche in sede di acquisto di un immobile mediante asta giudiziaria.Ciò’ significa che chi intenda presentare un’offerta,è tenuto a dover rendere chiaro il processo di identificazione di provenienza del danaro.
Attraverso quella procedura che si definisce di “adeguata verifica”,il potenziale compratore deve spiegare da dove origini la provvista che ha reso possibile la partecipazione a quell’asta per l’acquisto di quel dato immobile.
Come noto in una banca,per poter depositare una consistente e ragguardevole somma di danaro, il correntista deve chiarire donde provengano quegli importi. Se infatti essi sono di dubbia derivazione, l’operazione non può concretizzarsi ed il depositante viene immediatamente segnalato alle forze dell’ordine ed all’autorità giurisdizionale.
In tal modo avverrà anche per l’acquisto di un bene immobile mediante la partecipazione alle aste giudiziarie. Il filtro,che si estende anche per le vendite fallimentari, scongiura l’ipotesi che alle aste potranno partecipare, con società di comodo, associazioni mafiose e camorristiche.
Dunque si impedisce in radice che il denaro sporco sia riciclato per acquistare beni immobili, tra l’altro ai danni di poveri debitori che abbiano subito un’ ingiusta espropriazione forzata.
La vendita all’asta è sospesa quando il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza o la Direzione investigativa antimafia dia un’informativa sulla fondatezza degli esiti investigativi di operazioni sospette. In tal caso il giudice dell’esecuzione ai sensi del nuovo articolo 586 cpc-riformulato- deve sospendere la vendita e non può rendere il decreto di trasferimento all’aggiudicatario.
L’emendamento si arricchisce per un altro decisivo e dirimente meccanismo normativo di identificazione.
Dovra’ predisporsi una banca dati, a futura memoria,nella quale si dovranno censire tutti coloro che partecipano alle aste.Tale meccanismo è sempre teso alla identificazione dei soggetti,per comprendere,in radice, la formazione e la genesi dei capitali,la fonte primigenia, la loro scaturigine. Se si tratta sempre dei medesimi soggetti o interposti fittiziamente o per schermi di abuso societario,con un’investigazione approfondita potrà scoprirsi chi ci sia dietro e si impedisce, in tal modo, con segnalazione all’autorità giurisdizionale, che dei beni all’asta ne facciano incetta associazioni camorristiche e mafiose,oltre concentrati di potentati immobiliari che potranno rivendere sul mercato beni comprati a prezzi stracciati.
2-Il secondo emendamento riguarda l’applicazione dell’art. 560 cpc.
Si tratta della legge Bramini oggi in vigore che come noto rende possibile che il debitore possa lasciare l’immobile aggiudicato da terzi, solo dopo che sia stato reso il decreto di trasferimento. Ma questa legge vale solo per le espropriazioni immobiliari a partire dal febbraio 2019, non purtroppo per quelle in corso ed iniziate perciò prima di tale data.L’emendamento è finalizzato a dover estendere gli effetti della legge Bramini anche alle procedure in corso ed eliminare la disparità di trattamento fra debitori ( quelli prima ,sfortunati,della legge Bramini, e quelli dopo la sua entrata in vigore).
Quest’ultimo emendamento è stato presentato e sostenuto anche da esponenti del PD, onorevoli Valeria Valente e Piero De Luca.
Se questi emendamenti diventassero legge dello Stato, si realizzerebbe il sogno di Sergio Bramini e di tutti i suoi amici, anche del senatore PARAGONE che intende,in assoluta coerenza alle sue idee, dare conforto e sostegno politico ad una grande e rivoluzionaria battaglia di civiltà per i più deboli.
Siamo grati a PESCO,PARAGONE, BALDINO, MACINA,VALENTE, DE LUCA E SERGIO BRAMINI.
Il debitore sta acquisendo fondamentali diritti.
E così sia.
Biagio Riccio

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